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giovedì 17 agosto 2017

PANINI ALL'AGLIO NERO DI VOGHIERA

" Dietro le spalle un morso di felicità ,davanti il tuo ritorno alla normalità lavoro e feste comandate ..." no, non sono io che ho scritto questa frase, ma Francesco Gabbani che trovo adorabile, e che con la sua musica ha accompagnato la mia estate... e siccome siamo ritornati alla normalità dopo 2 settimane di riposo, le ritenevo proprio appropriate.
Ovviamente abbiamo letteralmente staccato ( io e mio marito) per nostra scelta la spina da tutto ciò che era social, tecnologia, pc , tablet etc ( abbiamo usato solo i cellulari per comunicare con i familiari ) siamo ritornati posso ammetterlo più carichi che mai e abbiamo stillato tutta una serie di obiettivi da voler raggiungere e nella vita privata che con il lavoro ed il blog.
Devo ammettere che con la cucina ho preso un pò le distanze, cucinando solo il minimo indispensabile ( almeno per noi adulti) anche se di tanto in tanto ne sentivo proprio la voglia e la necessità di "strafare" ,come spesso ammette mia sorella . Sarà ...comunque sono tornata a casa con nuovi utensili per la cucina , acquistati quando andavamo in giro per negozi e centri commerciali, ma soprattutto con nuove idee, come quella che sto per presentarvi in questo post.
Prima di scendere in spiaggia io e mia sorella ci dedicavamo alla spesa e mentre una mattina stavamo in una panetteria , il mio occhi è caduto sul pane nero , per intenderci quello integrale...proprio in quel momento ho avuto la mia illuminazione seguita dal trillo .
Mi sono ripromessa che appena sarei ritornata a casa avrei sperimentato un pane il cui colore scuro non fosse dovuto alla farina, ma all'aglio nero di Voghiera e allora detto fatto.
Arrivata l'altro giorno, il tempo di sistemare due cosette in casa , accendere la radio e subito di corsa ai fornelli .
A dire il vero all'inizio sono stata un pò scettica...la ricetta forse troppo banale ( no, non ho mai visto un panino nero all'aglio, almeno dalle mie parti ) , e poi il sapore come sarebbe stato ? Ho cercato di studiare al meglio le fasi della preparazione, ma più che altro gli ingredienti : volevo un panino che fosse morbido all'interno, ma croccante all'esterno , con il sapore dell'aglio che devo dire molto delicato , accompagnato da un retrogusto di erbette aromatiche . Ebbene , il profumo già in forno era molto gradevole ed il sapore si è rivelato super , infatti mio marito che mi ha fatto da cavia lo ha gradito tantissimo , e lo ha inserito nell'elenco delle ricette da ripetere il prima possibile .
E allora a me non resta che darvi la ricetta ed augurarvi buone mani in pasto e a voi realizzarle per poter gustare e magari presentare in tavola una bella novità dal gusto davvero delicato e particolare.


- Difficoltà : facile
- Tempo : 3 ore circa 
- Costo : € 2 circa



- Ingredienti per 5 panini :

450 g di farina tipo "00" 
350 g di latte parzialmente scremato
2 cucchiaini di zucchero
2 cucchiaini di sale
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
7 g di lievito di birra in polvere
10 g di origano e rosmarino tritato
sale grosso qb


- Preparazione :
Per prima cosa mettete in un pentolino il latte e gli spicchi di agli nero privati delle cuticole e dall'inizio del bollore fateli cuocere a fiamma bassa per 15 minuti. 
Dopo che si è raffreddato passate il tutto al mixer o al minipimer , in modo da frullare l'aglio e ottenere una sorte di purea scura.
In una terrina versate la farina, il lievito, il sale e lo zucchero e con un cucchiaio di legno mescolate il tutto, in modo tale che soprattutto il lievito e la farina si mescolino bene. Aggiungete la purea di aglio , l'olio  e le erbette tritate ed impastate molto energicamente. Quando il composto sarà bello elastico incidete sulla superficie una croce, copritelo con un canovaccio e lasciatelo lievitare per un'ora o fino a quando non raddoppia il proprio volume. 
A questo punto dividetelo in 5 parti uguali e formate delle palline che inciderete leggermente sulla superficie con tre tagli paralleli. Disponetele su una teglia foderata di cartaforno, spennellateli con del latte e spolverizzateli con qualche chicco di sale grosso e erbette aromatiche.
Fate lievitare per altri 20 minuti e poi infornate nella modalità statico a 170° per 30 minuti circa. Appena sfornati lasciateli raffreddare su una graticola e poi serviteli.
Se chiusi in un sacchetto si mantengono morbidi anche per un paio di giorni.

- Occorrente :
Teglia, cartaforno

sabato 29 luglio 2017

AGLIO DI VOGHIERA DOP

"L'aglio è una vera superpillola con proprietà  antinfiammatorie, antibiotiche, anti-impotenza, salva-cuore e abbassa pressione. Insomma: un piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino è un vero toccasana" e ancora "L’aglio è antisettico, disinfettante e inibisce la proliferazione dei batteri. È ricco di vitamina C e B1. Studi medici dimostrano che i consumatori d’aglio si ammalano meno di cancro allo stomaco, rispetto alla media nazionale, hanno meno infarti e malattie cardiovascolari e possiedono un sangue di eccezionale purezza"...


No, non sono stata io a dirlo ma due grandi personaggi del nostro secolo : il professore Umberto Veronesi e lo scrittore Peter Mayle e tutto questo per citare solo alcuni dei benefici nel consumare l'aglio.
Ma deve essere un aglio eccezionale e per le sue caratteristiche organolettiche e per il modo in cui viene coltivato aspetto questo da non sottovalutare al giorno d'oggi.
E allora vi consiglio l'Aglio di Voghiera DOP ...un aglio che alla vista si presenta di grossa pezzatura , con spicchi regolari, pochi ma grandi che hanno una tunica (per intenderci quella che comunemente definiamo pellicina ) sottile e immacolata, raramente striata di un rosa chiaro.

Ricco di allicina, un potente antibatterico, se schiacciato sprigiona un profumo davvero molto delicato e particolare , proprio come il suo gusto , reso unico anche dalle caratteristiche argillose  del terreno in cui viene coltivato in provincia di Ferrara.
Ogni anno oltre 100 ettari di terreno vengono avviati alla produzione di questo eccezionale prodotto ; dopo un'attenta preparazione del terreno , dal 15 settembre al 30 novembre si passa alla semina e la quantità dei semi varia a seconda della grandezza dei bulbilli , scelti e selezionati manualmente dalla coltura precedente , e  vanno distanziati 8 cm gli uni dagli altri ed ogni fila deve rispettare dai 15 ai 60 cm di distanza.
Insomma una coltivazione che si avvale ancora del lavoro sapiente e meticoloso dell'uomo, che rispetta l'ambiente e regala un prodotto unico nel suo genere...ogni singolo processo viene disciplinato e regolamentato dallo statuto del consorzio.


Particolare attenzione va all'aglio Nero di Voghiera presentato per la prima volta l'anno scorso alla tradizionale fiera dell'Aglio di Voghiera DOP ( quest'anno giunta alla ventesima edizione dal 4 al 6 agosto )  , caratteristico proprio per il suo colore nero .


Durante la lavorazione viene fatto fermentare per circa 60 giorni in un ambiente con temperatura ed umidità controllate , senza l'aggiunta di additivi e/o conservanti.  Oltre all'aspetto , anche la consistenza dell'aglio è diversa, molto più morbido al tatto e al gusto delicato e quindi più digeribile ed adattabile ad un gran numero di ricette.


Siamo purtroppo spesso portati nel consumare nelle nostre ricette l'aglio in spicchi, in camicia o tritato, ma basterebbe guardarsi un pò intorno per capire che lo troviamo in mille modi diversi : dalla maionese (rigorosamente vegana e quindi senza uova e senza glutine ) ai patè, alle confetture ...
Quindi non vi resta far altro che acquistarlo , singolarmente o in trecce , retine o sacchetti o in prodotti elaborati ed assaporare un altro dei prodotti d'eccellenza della cucina italiana , andando sul sito www.agliodivoghiera.it , dove troverete tantissime altre informazioni importanti 

venerdì 21 luglio 2017

TORTA COCCO-LOSA

L'estate è tornata e ... no, non preoccupatevi non ho intenzione di mettermi a cantare la canzone di Tiziano Ferro...anzi l'estate quest'anno è davvero afosa e con la siccità avuta nei mesi scorsi è difficile da sopportare.
Per non parlare poi delle zanzare che puntualmente ritornano ogni anno, ma come avrebbe detto la mia saggia nonnina , noi essere umani siamo stati creati per lamentarci : prima il troppo freddo, poi il troppo caldo, e non piove, e piove sempre....
Però c'è da dire che con il caldo diventa davvero difficile stare ai fornelli e lo è ancora di più quando magari si ha voglia di preparare qualcosina di più sfizioso.
Vi ricordate il post sulla mia mitica classe delle superiori e sul fatto che avremmo cercato in qualche modo di rincontrarci? Ebbene l'incontro è avvenuto con la maggior parte delle mie amiche , visto che alcune adesso risiedono in altre regioni d'Italia , ma finalmente la reunion c'è stata.
L'organizzatrice della serata ha prenotato in un bel localino in stile shabby a nome della Signora Mastroianni (chissà chi sarà poi  questa signora tanto nominata in quella serata 😮 ) , che abbiamo raggiunto dopo esserci incontrate in un bar e preso un aperitivo.
Io come promesso ho portato il dolcino ...una bella torta ma con una crema davvero deliziosa senza  uova , ma fatta semplicemente con Yogurt e panna. Insomma di quelle creme senza cottura che sono perfette per i dolci d'estate, quelle creme fresche che si sposano benissimo o con un classico Pan di Spagna o con una Cheese Cake . 
Dopo aver preparato questa crema mi sono resa conto che assomiglia tantissimo a quella di una nota marca  che prepara le torte in frigo e di cui in questo periodo si vedono spesso le televendite...insomma in parole povere è assolutamente da provare e poi potrete tranquillamente cambiare il gusto ; io l'ho fatta al cocco , ma vanno bene anche tutti gli altri .
La serata è stata splendida, un ritrovarsi dopo 14 anni e capire che il tempo e la vita con esso non hanno modificato il nostro modo di essere. Risate, ricordi e voglia di divertirsi fino  a notte tarda....adesso ci si aspetta il seguito , da ripetere assolutamente prima della riapertura delle scuole. 
Ma è meglio che non mi dilunghi troppo, come mio solito ,vi auguro come sempre buone mani in -  pasto e non fermatevi alle apparenze se il procedimento può sembrarvi un tantino lunghino ....io infatti ho arricchito la torta con bignè e cannoncini di pasta sfoglia fatti in casa, volendo potreste comprarli già fatti o lasciarla semplice, oppure anticiparvi e preparare il tutto ad eccezione della crema con un giorno di anticipo.
Ringrazio per una delle foto la mia amica Nilla, per le quali ha davvero un tocco innato ...




- Difficoltà : facile
- Tempo : 2 ore
- Costo : € 10 circa

- Ingredienti :

Pan di Spagna :
3 uova
150 g di farina "00"
150 g di zucchero semolato 
1 bustina di lievito secco per dolci
30 g di acqua

Crema al cocco
500 g di panna da montare già zuccherata
500 g di yogurt al cocco con pezzi
80 g di zucchero a velo
5 g di gelatina in fogli
50 g di riccioli di cioccolato bianco

Bignè
100ml di acqua
30 g di burro
60 g di farina "00"
2 uova
1 pizzico di sale

Cannoncini
1/2 rotolo di pasta sfoglia rettangolare

200 g di rapè di cocco 
150 g crema spalmabile alla nocciola
2 cucchiai cacao amaro in polvere 




- Procedimento:

Pan di Spagna:
In un robot da cucina o semplicemente con un frullino tradizionale sbattete le uova, con la farina setacciata e lo zucchero , fino a quando il composto non presenterà delle bolle in superficie. A questo punto lasciatelo riposare tanti minuti quanto quelli che lo avete impastato. Trascorso questo lasso di tempo aggiungete il lievito e l'acqua e amalgamatelo bene.
Versatelo in una teglia imburrata del diametro di 26 cm ed inforno a 150° se il forno è ventilato, 170° se il vostro forno è statico , per circa 30 / 40 minuti.

Appena è pronto sfornatelo e lasciatelo raffreddare fuori dal forno.

Crema :
Versate lo yogurt in una terrina e mescolate con lo zucchero a velo .
Dal totale della panna prendetene  due cucchiai e intiepiditela e scioglietevi al suo interno la colla di pesce ammolata in precedenza in acqua fredda. Montate il restante della panna e unitelo allo yogurt, insieme alle scaglie di cioccolato bianco e alla colla di pesce. Riponete in frigo 

Bignè :

In una pentola mettete l'acqua , il burro ed il pizzico di sale e portate tutto a bollore.
Appena inizia a bollire toglietela dal fornello e gettatevi all'interno tutto di un botto la farina e mescolate con un cucchiaio di legno molto energicamente. Rimettete per qualche minuto sul fuoco, continuando a rimestare, fino a quando sul fondo della pentola non inizierà a formarsi un velo sottilissimo. 
A questo punto lasciate raffreddare il composto , mettetelo per facilitarvi il lavoro in un robot da cucina ed aggiungetevi una per volta le uova .
Versate il composto in una sac-à-poche e formate con un beccuccio medio i bignè , ed infornate a 220° se il forno è statico, 200° se ventilato per i primi 15 minuti a forno già caldo; i restanti 15 minuti abbassate la temperatura di 20°.

Cannoncini :
Tagliate la pasta sfoglia in strisce da circa un cm di larghezza ed arrotolatele intorno agli appositi stampini, oppure se non li avete intorno alla carta stagnola . Foderate una teglia con la cartaforno, adagiateveli sopra cospargeteli di latte e zucchero semolato e cuoceteli a 170°se forno ventilato, 180 ° se statico per 30 minuti.

Assemblaggio:
Tagliate il pan di spagna  a metà, bagnatelo con acqua e zucchero e farcitelo con la crema. Ricoprite anche i lati e la superficie . Poi con la stessa crema farcite i bignè, mentre i cannoncini con la crema spalmabile alla nutella. Decorate i bordi della torta con il rapè di cocco e la superficie con bignè e cannoncini. Spolverizzate leggermente con cacao amaro in polvere 

- Occorrente :
teglia 28 cm di diametro , cartaforno , formine cannoncini oppure carta stagnola , 


giovedì 6 luglio 2017

PIZZA CON MELANZANE E PROVOLA

L'estate è arrivata e con lei il dilemma di cosa preparare da mangiare, soprattutto per cena, visto che con il caldo stare ai fornelli non è proprio l'ideale.
Eppure tra i tanti pasti veloci, ma soprattutto freschi, ogni tanto si ha il bisogno di assaporare  qualcosa di nuovo , che risvegli il palato e le sue papille gustative.
La pizza  che sto per presentarvi in realtà ho avuto modo di conoscerla un sabato sera grazie a Frappappina ( per chi ha da poco iniziato a seguire il blog e si starà chiedendo chi sia mai Frappappina ...ebbene è il nome con cui i miei figli chiamano mia sorella dopo aver visto una volta il film "Marcellino pane e vino ) !!!
E' stato da subito amore al primo assaggio , ed ogni occasione è buona per poterla riproporre ...quando c'è una festa o riunione tra parenti e amici , oppure quando mi avanzano le melanzane a funghetto
Ecco questa potrebbe essere anche una ricetta per riciclare un avanzo del giorno precedente e poi è proprio adatta per questo periodo , visto che uno degli ingredienti principali è proprio un ortaggio di stagione.
Un pò di premesse :  le melanzane a funghetto o comunemente chiamate in dialetto "mulignane a fungetiello " sono un piatto tipico della cucina napoletana e prendono il proprio nome proprio perchè appena tagliate assomigliano a dei funghetti.
La ricetta originale le vuole cucinate con la buccia e fritte in abbondante olio extravergine di oliva ; una volta cotte vanno fatte scolare e poi fatte saltare con il pomodorino fresco , aglio e basilico . 
La mia ricetta è leggermente diversa, è più piedimontese che napoletana . In effetti se le melanzane non provengono dall'orto del mio babbo o di qualcuno che conosco io sbuccio le melanzane , le taglio a listarelle e poi le cuocio in padella con un filo di olio e gli aromi, tutti insieme in un'unica cottura....diciamo che sono un pò più dietetiche...ma non illudetevi
Insomma un piatto tipico campano che si nasconde tra due sfoglie di pizza e viene arricchito dalla provola affumicata....e questa volta anche dalla Raspadura Bella Lodi , che ha dato un bel tocco di classe al sapore.
E' inutile che mi dilunghi troppo, meglio augurarvi subito buone mani in pasto, poichè sono sicura che questa ricetta accrescerà la vostra curiosità.

- Difficoltà : facile
- Tempo : 2 ore + lievitazione
- Costo : € 6 circa


- Ingredienti per una teglia 40 x 40 : 

Per il ripieno
1 kg di melanzane
15 pomodorini
2 spicchi di aglio
sale qb 
origano qb
200 g di provola affumicata
120 g Raspadura Bella Lodi 
40 g olio extravergine di oliva

Per la pizza :
800 g di farina 
450 g di acqua 
10 g di lievito di birra
sale qb
5 g olio extravergine di oliva

- Preparazione :
La prima cosa da fare è impastare la pizza. In una ciotola versatevi tutti gli ingredienti ed impastate. Coprite con un canovaccio e fate lievitare per almeno otto ore .
Nel frattempo preparate anche le melanzane che dovranno essere fredde quando preparerete la pizza.
Sbucciate le melanzane e tagliatele a listarelle. Mettetele in una padella con l'olio, i pomodorini tagliati , l'olio, l'origano, il sale e i due spicchi di aglio che a fine cottura vi consiglio di eliminare. Fate cuocere a fuoco medio-lento con coperchio , fino a quando le melanzane non saranno cotte e belle morbide.
Trascorso il tempo di lievitazione ungete una teglia 40x40 e dividete l'impasto in due parti, di cui una quasi il doppio dell'altra. Con la parte più grande foderate la teglia, stendendo la pasta con le mani e sollevando bene i bordi. Cospargetevi sopra le melanzane , la provola tagliata a cubetti e se volete la Raspadura Bella Lodi .
Coprite con l'altro strato di pasta tirato questa volta sottile con il mattarello. Sigillate bene i bordi e cuocete in forno a 170 ° se ventilato, 190° se statico per 45 /50 minuti.
Sfornate e a vostro piacimento servite calda oppure fredda.

- Occorrente :
Teglia 40 x40



martedì 27 giugno 2017

BELLALODI...LA STORIA DEI FORMAGGI ITALIANI

Lodi 1947. Tre fratelli decidono di iniziare l'avventura di imprenditori nel settore caseario , all'interno dell'azienda agricola paterna , trasformandola nel loro primo caseificio, per poter  lavorare il latte da loro prodotto e quello delle cascine vicine. Il successo ? Enorme, tanto che nel 1958 il secondo dei fratelli inaugura un secondo caseificio a pochi km da Lodi e che dal 1990 , dopo vari ammodernamenti ed ampliamenti  sarà chiamato Lodigrana   , dove verrà prodotto una delle massime specialità millenarie del territorio della lodigiana , il Bella Lodi. Una realtà che primeggia nel settore caseario italiano , come dimostrano le tante certificazioni nazionali ed internazionali ricevute.



Agli eredi dell'Azienda se si chiede quale sia il segreto di tanto successo , la risposta fornita è una : essere nati in una famiglia legata alle tradizioni agricole tipiche del proprio territorio ed ovviamente un latte di primissima qualità.
Il latte viene strettamente controllato tutto l'anno ed insieme agli allevatori si controllano la salute , l'alimentazione ed il benessere dei bovini, affinché quel latte così bianco e puro diventi un vero e proprio oro bianco. E perchè tutto ciò continui l'Azienda Lodigrana si impegna nel preservare il proprio territorio, aderendo al Protocollo di Kyoto attuando scelte naturali e sostenibili. Proprio per questo nel 2008 è stato inaugurato quello che allora fu  l'impianto fotovoltaico più grande d'Italia ; 500 pannelli solari su una superficie di 700 mq che provvedono all'intero fabbisogno aziendale, annullando totalmente le emissioni di anidride carbonica.
Tantissimi i prodotti tra i quali vanno annoverati tra i certificati il Bella Lodi Classico  , la Raspadura Bella Lodi , la Bella Lodi con caglio vegetale e il Bella Lodi riserva oro ; mentre tra i selezionati : Salva Cremasco , Panerone, Laudella e il Quartirolo Lombardo.






Il classico Bella Lodi viene prodotto nella Valle dell'Adda ed il segreto della sua bontà sta nel latte che deriva dalle sole stalle selezionate del territorio cremasco e lodigiano , dove i bovini si nutrono di solo foraggio locale e materie prime di sola origine vegetale. La lavorazione rispetta ancora i canoni di un tempo e dopo tre mesi di stagionature tre maestri casari hanno il compito di valutarla per pasta, colore e profumo e se rispettando tali requisiti diventa un Bella lodi, l'esterno viene dipinto di un colore nero di origine naturale. 
Venduto in varie forme e pesi, si adatta alla spesa di tutti , dai singole alle famiglie più numerose.


La storia vuole che la Raspadura ( tipico termine dialettale che deriva per l'appunto dalla raspa, l'attrezzo che si utilizzava per sfogliare le forme di formaggio) sia un prodotto povero. Infatti le forme di formaggio che non raggiungevano una stagionatura perfetta venivano raspate e il prodotto ricavato veniva lasciato dal padrone della cascina ai suoi contadini.
Oggi le forme vengono di proposito lasciate stagionare per un tempo minore, tagliate a metà e un casaro esperto, con una lama affilata "raspa" lungo lo scalzo, ovvero la superficie del formaggio.
Per la sua morbidezza e scioglievolezza, è adatta su  piatti come la pizza, la bresaola, la pappa dei bambini, ma si abbina anche ai primi piatti.

I prodotti Bella Lodi sono naturalmente privi di lattosio grazie all'accurata selezione di alcuni fermenti lattici utilizzati nella produzione , selezione unica di Pozzali Lodigrana in collaborazione con la facoltà di Agraria dell'Università cattolica di Milano. Durante la fermentazione e la  stagionatura tali fermenti trasformano il lattosio in acido lattico e questo processo totalmente naturale, fa si che alle analisi la quantità di lattosio sia al di sotto del limite di rilevabilità analitico. Quindi un formaggio altamente digeribile ed adatto agli intolleranti 
Bellalodi ...la storia dei formaggi italiani e del rispetto delle tradizioni e dell'ambiente.

sabato 3 giugno 2017

TORTA PAN DI STELLE

Vi ho mai detto che sono un tecnico dell'abbigliamento e della moda ???? Oh si certo , lo saprete soprattutto se avete letto la mia scheda di presentazione...ma di sicuro vi starete chiedendo :- Ma a noi che ce ne frega - oppure - Ma dove vuole andare a parare? Sarà che ha aperto un altro blog ???
No, tranquilli, neanche per idea , mi basta questa mia piccola creatura che mi sta dando davvero tante soddisfazioni, ma tutto il preambolo era per parlare della reunion della mia favolosa classe : la mitica VG.
Gli anni delle superiori sono stati davvero gli anni più spensierati della mia vita, anni di risate e pianti fatti con una meravigliosa classe tutta al femminile ...una classe unita e compatta , in cui davvero ci si aiutava le une con le altre e la solidarietà femminile si respirava all'interno dell'aula...
Quanti ricordi , quante emozioni!!! State a sentire !
Pensate una settimana fa su Whats app mi arriva una notifica in cui mi si dice che sono stata aggiunta ad un gruppo...ho pensato no !!!! Un altro ancora ...eh si, perchè c'è quello indiscutibile delle "Cugine Forever" ( tutte noi cugine che ormai siamo un pò sparpagliate per l'Italia ), delle "Mamme della  III" cioè della classe di mio figlio, delle "Chiacchiere tra amiche" ( un gruppo di amiche di età diverse con cui ogni tanto organizziamo delle uscite ), ma questo no, questo gruppo era diverso , fatto da persone con cui per 5 anni ho condiviso ogni singolo giorno , ed ecco che finalmente dopo 14 anni dal diploma è nato il mitico gruppo della "VG" ...
Che entusiasmo, che emozione ritrovarci di nuovo tutte insieme, seppur virtualmente, dopo tanto tempo ...raccontarci cosa siamo diventate e scambiarci foto odierne o del passato, dei nostri pargoli e condividere ancora adesso come allora il buongiorno e stralci delle nostre vite quotidiane!

Siamo state una classe favolosa, famosa per i suoi pranzetti da leccarsi i baffi , nei quali coinvolgevamo anche i nostri docenti. Celebre  per la famosa ora del thè o del caffè... immaginate un pò una classe che, nonostante nell'istituto, ci fossero distributori automatici e di fronte un bar , si era organizzata nel portare in classe un fornellino elettrico che custodivamo nel nostro armadietto come una reliquia preziosa. Sempre nel medesimo  riponevamo una teiera ed una moka napoletana da 24 tazze, zucchero, caffè, infusi di the e camomilla , bicchieri di plastica grandi e piccoli . A turno compravamo le cose e ogni giorno ognuna di noi aveva l'incarico di preparare il tutto , sempre alla stessa ora : le 10:30. 

Abbiamo tirato avanti fino a quando ovviamente la dirigente scolastica non ci ha scoperto ; non poteva autorizzare una simile cosa... ma noi non ci siamo arrese. Alcune di noi vendevano i panini anche ai ragazzi delle altre classi , abbiamo dato vita a lotterie ...insomma ne abbiamo fatte e mangiate di cotte e di crude. Festeggiavamo ogni singolo compleanno, forse più dei bambini delle elementari, e se non c'era una ricorrenza...beh un pò come Alice nel paese delle meraviglie, si festeggiava un buon non compleanno ( ogni occasione era buona ) !!!

E un pò come dietro le quinte di un palcoscenico c'è il rito scaramantico del m... beh della pupù noi avevamo il nostro inno ed era :


Oh, com`è bella l`uva fogarina
e com`è bello saperla vendemmiar,
a far l`amor con la mia bella
a far l`amor in mezzo al prà
Dirindin din, dirindin din,
dirindin din, din din din din.
Dirindin din, dirindin din,
dirindin din, din din din din.

Ovviamente non potevamo esimerci dal trovare una canzone dove vi era un frutto e del vino, concedetemi di dire " De magnà e de bere ",
Permettetemi allora di dedicare la ricetta che oggi vi posterò alle mie meravigliose amiche , che proprio l'altra sera, mentre la preparavo mi tenevano compagnia...perchè l'amicizia vera, quella nata dal cuore non muore mai...passa il tempo , e con esso gli anni , ma basta una semplice scintilla per far riaccendere ed ardere una grande fiamma.
Grazie a tutta la VG , perchè con loro sono cresciuta ed anche per merito loro sono diventata quello che sono oggi.



- Difficoltà : facile
- Tempo : 30 minuti + riposo in frigo
- Costo : € 8 circa

- Ingredienti per una tortiera da 24 cm ⌀
700 g di biscotti tipo pan di stelle
500 ml di panna da montare
450 g di crema spalmabile alla nocciola
6 tazzine di caffè zuccherato
3 tazzine di latte 
25 g di cacao amaro in polvere
4 barrette di cioccolato ( facoltative )



- Preparazione :
Per prima cosa preparate il caffè, zuccheratelo e lasciatelo raffreddare. Unitevi il latte e bagnatevi all'interno i biscotti con cui andrete a foderare uno stampo a cerniera del diametro di 24 cm.
Riempite per bene tutta la base, senza lasciare spazi vuoti mi raccomando.
Adesso , prendete altri biscotti e senza inzupparli disponeteli con le stelline rivolte verso l'esterno lungo la circonferenza della tortiera. 
Adesso spalmatevi prima uno strato di crema spalmabile alla nocciola, e successivamente la panna. 
Sopra la panna ponete un altro strato di biscotti nuovamente inzuppati, la crema alla nocciola ed infine la panna. Per renderla più scenica l'ultimo strato di panna potreste metterlo con una sac-a,poche , formando dei ciuffi o delle rose.
Decorate con qualche biscotto ( non bagnato ovviamente ) e qualche barretta di cioccolato. Spolverizzate con del cacao amaro in polvere e riponete in frigo per almeno 3 ore prima di servire 

-Occorrente :
Stampo a cerniera 24 cm di diametro, sac-a-poche 


Ed ecco la VG ...anche se con qualche assente 







  

lunedì 22 maggio 2017

MATTONELLA PANNA E GELEE DI FRAGOLE

Con l'approssimarsi della bella stagione il tempo per me sembra sempre poco , tantissime le cose da fare e tante anche le ricette preparate ...ma poco , anzi pochissimo tempo per pubblicare.
Eppure ogni tanto occorre staccare la spina e fare quello che veramente ci piace . Una sera mentre facevo zapping in tv mi sono imbattuta in un documentario davvero molto curioso in cui si parlava di un frutto tipico di questa stagione : le fragole.
Inutile dire che io le adoro .
Allora ecco un paio di curiosità :  le fragole sono quasi prive di calorie (hip hip hurrà per la dieta 😋😋 ) ma ricchissime di Vitamine C , B6 , acido folico , potassio , amminoacidi e fibre;appartengono alla famiglia delle rose e per tradizione in Francia gli sposi le mangiano a colazione il giorno dopo delle nozze ( forse perchè reputato frutto afrodisiaco) ; si pensa che gli antichi romani le coltivassero per curare il mal di gola e i calcoli renali.
Cosa che non avrei mai immaginato è un museo interamente dedicato a questo frutto in Belgio  e a tutti i prodotti da esso ricavato, come marmellate , caramelle .
Insomma guardando il documentario non ho resistito nel preparare nei giorni successivi una bella torta panna e fragole, un cult di questo periodo....ma ho voluto modificare qualcosa. Per prima cosa ho dato una forma rettangolare al pan di spagna  e per semplificarmi la vita ho utilizzato uno stampo da plumcake , e poi ho voluto cimentarmi in una gelee alle fragole.
Peccato che dal pc non si possano trasmettere i profumi della cucina, vi dico solo che è andata a ruba !!!
E allora mani in pasto e buona torta !!!!




- Difficoltà : media
- Tempo : 2 ore 
- Costo : € 4 circa

- Ingredienti :

Pan di spagna :
100 g di farina tipo "00"
100 g di zucchero
2 uova intere
8 g di lievito secco per dolci

Gelee :
500 g di fragole
 50 g di zucchero
2 fogli di gelatina (circa 10 g )
qualche goccia di limone 

Inoltre occorrono:
500 ml di panna da montare 
150 g di fragole




- Preparazione :
Pan di Spagna :
Sbattete in un robot elettrico o in una planetaria le uova con lo zucchero e la farina , facendo diventare il composto voluminoso e bianco. Lasciatelo riposare qualche minuto e poi aggiungete il lievito e una goccia di acqua, impastate nuovamente. Imburrate uno stampo da plumcake da 30 cm di lunghezza , versatevi il composto ed infornate  a150° se il forno è ventilato, 170° se il vostro forno è statico , per circa 30 .
Appena cotto sfornatelo e lasciatelo raffreddare.

Gelee :
Per prima cosa spezzettate la gelatina e mettetela in ammollo in acqua fredda.  Lavate per bene i 500 g di fragole , mettetele in un frullatore e ovviamente fatele frullare. Prendete il composto e passatelo in un colino. Io lo scarto ottenuto lo frullo nuovamente, e lo ripasso al colino. In questo modo ottengo il minimo scarto, cioè solo i semini. 
Prendete il succo ottenuto, lo versate in un pentolino insieme allo zucchero e a qualche goccia di limone e lo lasciate intiepidire  ( attenzione non fatelo bollire). A questo punto aggiungete la gelatina e dopo pochi secondi toglietelo  dal fuoco. Lasciate che si intiepidisca e versatelo in uno stampo ( io ho preso uno stampo da plumcake più piccolo rivestito di cartaforno) e ponete in frigo. Volendo potete prepararlo anche il giorno prima.

Assemblaggio :
Nel frattempo prendete i restanti 150 g di fragole , tagliatele e zuccherate . Il succo ricavato vi servirà per bagnare gli strati della torta.
tagliate il pan di Spagna in due strati. Bagnate il primo strato spalmatevi la panna montata e su di essa la gelee estratta dal frigo. Mettetevi sopra l'altra panna, il pan di spagna che bagnerete nuovamente e decoratela come più vi aggrada, versando al centro della superficie i pezzetti di fragole .

- Occorrente :
Pentolino antiaderente, robot da cucina, 2 stampi da plumcake , cartaforno.